(Italian) E 'davvero la fine delle prenotazioni disintermediate?

Un'ottima soluzione per tutti quegli alberghi da una o due stelle, bed & breakfast o ostelli per i quali una web-agency non sarà mai abbastanza economica per giustificare l'investimento.

booking suite

Questo articolo è stato scritto per About Hotel

L'acquisizione di Buuteeq da parte Priceline Group nel giugno '14 è passata quasi del tutto inosservata, fatta eccezione per l'occasionale articolo su blog specializzati e qualche post isolato sui social network.
Non è stato rivelato neanche il costo finale dell'operazione (anche se, stando ai rumors, la cifra si aggirerebbe intorno ai 100 milioni di dollari, e questa cifra includerebbe anche l'altra acquisizione eccellente: Hotel Ninjas).
Tuttavia, l'intento dell'operazione e le sue ramificazioni sono apparse subito chiare agli addetti ai lavori (e a qualche albergatore illuminato): la volontà di Booking.com di penetrare (oltre il B2C) i mercati del B2B, delle web-agency, del web-design e dei booking-engine.
Tuttavia, le prime dichiarazioni del CEO Priceline, Darren Huston, sembravano indicare uno scenario diverso.
"Buuteeq", ha confermato in un'intervista rilasciata a giugno "continuerà ad operare come società indipendente."
Forest Key, CEO della start-up di Seattle, ha fornito la stessa interpretazione e in diverse interviste ha affermato di aver deciso di vendere l'azienda per migliorare il prodotto grazie al cashflow proveniente da un investitore esterno.
Dopo l'acquisizione ho avuto modo di parlare con alcuni hotel clienti di Buuteeq e i cambiamenti in effetti sembravano davvero irrilevanti.
Questo però fino a qualche giorno fa.
Cliccando sull'url buuteeq.com, infatti, non appare più la solita "rassicurante" schermata dell'azienda americana, ma si viene reindirizzati su suite.booking.com.
Una piccola nota nel footer rassicura l'utente: "Se stavi cercando buuteeq, sei nel posto giusto. Il buuteeq che conosci e ami continuerà a operare comeBookingSuite, una unità di Booking.com."
Navigando nel sito e analizzando il prodotto, troviamo il tipico servizio "chiavi in mano" di digital marketing: performance manager dedicato, supporto SEO & IT e SEA (questo ovviamente con il tipico modello CPC).

Ecco alcune prime impressioni personali:

- 1 BookingSuite fornisce agli hotel un semplice BackOffice e gli alberghi possono progettare i loro siti web in autonomia, scegliendo da diversi template e generando pagine senza l'intervento di un dev o di un designer professionisti, con tutti i rischi che ne conseguono;

- 2 Lo stesso vale per i contenuti. Poiché non sono coinvolti copywriters professionisti, c’è il rischio di affidarsi a una content strategy non coerente;

- 3 Per contro, la proposta SEO è (almeno sulla carta) la più onesta che ho visto finora da una webagency: che nessuno possa promettere risultati eccezionali con attività SEO dovrebbe essere ormai un dato di fatto per tutti gli albergatori, anche i più smalizati. Si possono raggiungere risultati ottimi semplicemente progettando il proprio sito seguendo le linee guida di Google, ottimizzando il brand dell'hotel e poco più.
Tuttavia il SEO svolge ancora un ruolo importante per alcune tipologie di alberghi. L’approccio basic proposto da BookingSuite a mio avviso può funzionare (e non vedo perché non dovrebbe) per leisure hotel nelle grandi città d'arte, ma non per quelle strutture business o con un prodotto di nicchia (strutture a forte connotazione enogastronomica, ad esempio).

- 4 Non è chiaro quale sia il prezzo per le traduzioni del sito in altre lingue, ma il BackOffice di BookingSuite propone uno strumento di geolocalizzazione che collega i siti web degli alberghi con Google Translate. Anche se la qualità delle traduzioni di Google è decisamente migliorata nel corso degli anni, questa non è una scelta molto professionale e, di nuovo, può essere una strada percorribile solo per una determinata tipologia di strutture poco attente ai dettagli; 

- 5 Il tool di Tracking e Analytics sembra piuttosto buono. Molto semplice e con un design user-friendly. Al momento ho avuto modo di giungere a queste conclusioni solo valutando un paio di screenshot, quindi non posso dire molto di più, ma sembra un buon compromesso per gli hotel che non vogliono "scavare" troppo in profondità nei loro dati, o non sanno utilizzare Google Analytics;

- 6 Il rischio di un regime di semi-monopolio è, ora, davvero reale. Anche senza BookingSuite non è raro trovare hotel che producono oltre il 50% del loro revenue su Booking.com e altre OTA di Priceline (Agoda, ad esempio). Aggiungendo le prenotazioni "dirette" ricevute da BookingSuite (il virgolettato è d'obbligo), questa percentuale potrebbe aumentare ancora;

- 7 Trovo difficile pensare che una catena, o un hotel di lusso, una struttura MICE, o semplicemente un piccolo grazioso boutique hotel possa rimanere soddisfatto da un design standardizzato come quello offerto da BookingSuite o da un Booking Engine in white-label (sebbene Marriott Italia lo stia già utilizzando da tempo senza sembrare particolarmente turbato dal rischio di diluizione del brand).

Conclusioni:
A prima vista BookingSuite sembra un'ottima soluzione per tutti quegli alberghi da una o due stelle, bed & breakfast o ostelli che non hanno mai avuto un sito web e per i quali una web-agency non sarà mai abbastanza economica per giustificare l'investimento (e non smetterò mai di sottolinearlo: ogni prenotazione diretta ha un prezzo, spesso difficile da valutare). 
L'ex buuteeq può davvero aiutare queste strutture a uscire dalla loro distribuzione pre-web e aumentare il revenue online. 
Ma per tutte le altre proprietà, il rischio di omologazione, la perdita di identità e la diluizione del brand, non fanno di BookingSuite una valida opzione.