(Article in italian) Take Five: 5 Hospitality News in 5 Minuti

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La storia di Take Five è intrigante: è forse uno dei motivi più riconoscibili nel jazz e, sicuramente, il pezzo più conosciuto del quartetto capitanato da Dave Brubeck. Tuttavia, la sua paternità non si deve al famoso pianista Americano, ma al suo sassofonista, Paul Desmond. L’espressione “Take Five” ha vari significati nella lingua Inglese. In ambito musicale si può tradurre con “batti il cinque” , riferendosi a quello che in teoria musicale si chiama “metro”. Quando un batterista, durante un’esibizione dal vivo, colpisce quattro volte le bacchette prima di un brano, significa che sta “dando il quattro”, impostando la cadenza ritmica (il metro, appunto) che il resto del gruppo dovrà poi seguire. Per una serie di affascinanti motivi (perlopiù legati al reame delle scienze cognitive) la quasi totalità del pop occidentale moderno si basica su metriche in 4/4. La musica è fondamentalmente matematica, ma la matematica del pop è elementare. Non ci credi? Prova a contare sulle dita la cadenza della tua canzone preferita e ci sono ottime probabilità che avrai delle sezioni simmetriche formate da multipli di quattro, con un “accento” sulla prima e terza battuta. Il jazz, tuttavia, tende a seguire metriche ritmiche parecchio più complesse, come (appunto) i 5/4 di Take Five. In questo caso, il batterista dovrebbe, quindi, “battere il cinque” sulle sue bacchette. Un altro significato dell’espressione “Take Five” è quella di prendersi una pausa di cinque minuti. Questa nuova rubrica vuole essere proprio questo: un break di pochi minuti con cinque hospitality news, molto veloce da leggere ma, a differenza di buona parte della musica pop, altrettanto interessante. Batti il cinque, Joe!

Questo è un recap di tutti i Take Five di Agosto e Settembre

1. BOOKING DIVENTA UN MARKETPLACE
Erano ormai mesi che si “sussurrava” di questo fantomatico Booking.Basic, ma finalmente sono riuscito a mettere le mani su qualche informazione concreta: il colosso della distribuzione, con i suoi oltre 400 milioni di visite mensili, ha iniziato un A/B test per alcune proprietà, rivendendo rates fortemente scontate (e non rimborsabili) di terze parti. L’A/B, come spesso succede, è geolocalizzato, sarà quindi divertente smanettare un po' con le VPN e capire quale tariffa viene mostrata in diverse parti del Mondo. A riprova del fatto che il mercato Asiatico è particolarmente sensibile a sconti e promozioni, dalle mie prime verifiche il grosso delle tariffe viene pescato da Agoda o Ctrip e venduto proprio nel circuito Orientale. La mossa di Booking potrebbe far storcere più di un naso, soprattutto per gli hotel che conoscono le problematiche legate ai controversi “coupon” di Agoda, tuttavia quella di Booking è una strategia abbastanza prevedibile, affatto dissimile da quella di Expedia. Resta da capire, tuttavia, se Booking si limiterà a rivendere tariffe da OTA di sua proprietà (come Agoda) e da quelle partner (Ctrip) o se inizierà a mostrare prezzi anche di player fuori dal suo regno. Altra novità, che avvalora la sensazione che Booking.com si stia trasformando sempre più in un vero e proprio marketplace, è quella in casa BookingSuite. Dopo l’acquisto di diverse tech company degli ultimi anni (Buuteeq, HotelNinja, PriceMatch, etc.), infatti, Booking apre le porte a vendor e società travel tech esterne. Una mia fonte (che ha voluto, comprensibilmente, rimanere anonima) mi ha confermato che un’azienda tutta Italiana sarà tra le prime a connettersi ma, almeno per ora, non posso scrivere di più…

2. ...E NON INVESTE PIÙ NEI METAMOTORI (DEGLI ALTRI)
Altra news in casa Booking Holdings: il gruppo ha acquistato il metamotore Australiano HoltelsCombined, Il quale opererà sotto il brand Kayak. Il prezzo non è stato rilevato, ma speculazioni parlano di 250-300 milioni di dollari. Sebbene non sia una transazione economicamente troppo “gravosa” per l’ex gruppo Priceline, quando ho saputo della notizia, non mi erano chiarissime le motivazioni. Il gruppo Booking, infatti, possiede già il metamotore Kayak, il quale genera 8 volte il traffico di HotelsCombined*, oltre Mundi, Momondo e CheapFlights. Perché quindi un’altra acquisizione di un player simile ma, tutto sommato, minore?

3. THE LION SLEEPS TONIGHT: AMAZON, FACEBOOK E IL TRAVEL
Intrigante lo studio rilasciato da OAG sulle abitudini travel online degli Americani. Stando all’analisi, il 44% degli intervistati prenoterebbe volentieri su Amazon.com se offrisse un servizio dedicato. Per mettere le cose in prospettiva: Facebook ottiene la preferenza del meno del 15%. Questo rafforza la mia (personale, ma piuttosto condivisa nell’industria) opinione su chi potrebbe essere l’unico disruptor davvero in grado di competere contro Booking, Expedia e Google. Sebbene il progetto travel del 2015 sia stato abbandonato piuttosto velocemente, Amazon resta un nome che i grandi del Travel tengono d’occhio da vicino e con un misto di rispetto e timore. Brutto colpo, invece, per Facebook. Giovedì scorso, infatti, le azioni del social network di Zuckenberg sono scese del 19% in un solo giorno. A far crollare il titolo hanno contribuito, molto probabilmente, i dati Q2 diffusi la settimana scorsa, che hanno sottolineato una percentuale di crescita user al minimo storico (e addirittura stabile o in decrescita in Europa e Stati Uniti). Le azioni sono arrivate a 176 dollari, poco lontane da quei 152 raggiunti durante lo scandalo Cambridge Analytica. Sebbene Facebook sia lontana dal fallire e questo pessimismo suoni “assurdo”, almeno stando alle parole dell’analista Siva Vaidhuanathan, è innegabile che gli ultimi due anni dell’azienda non siano stati particolarmente positivi.

4. GOOGLE ACCORPA ADWORDS E HOTEL PRICE ADS
Durante il Marketing Live della scorsa settimana, Google ha affermato che Hotel Ads diventerà parte della nuova piattaforma Ads, lanciata il 24 Luglio. GHA sarà disponibile in open beta entro la fine dell’anno. Questa integrazione apre interessanti scenari per tutte quelle web agency che, al momento, sono costrette ad interfacciarsi con due piattaforme differenti. Come ciliegina sulla torta c’è la creazione di un centro di supporto specifico rivolto agli hotel, per aiutarli a ottimizzare le proprie campagne HPA, un come succede ora per Adwords. Non è chiaro, tuttavia, se la feature sarà disponibile solo per le agenzie partner o anche per gli utilizzatori finali (gli alberghi). Se così fosse, questo potrebbe decretare la fine della dipendenza degli hotel verso terze parti (web agency e vendor), i quali potrebbero gestire tutta la suite di advertising in autonomia e da un’unica, semplice extranet. Questa novità arriva insieme ad altri aggiornamenti importanti in Adwords, come la possibilità di creare promo extension e utilizzare i life event (matrimonio, laurea e trasloco, almeno per ora) à-la-Facebook per meglio targettizzare il proprio pubblico di riferimento.

5. DETESTI I PKG DI EXPEDIA? PERCHÉ NON DOVRESTI
Stando a dei dati recentemente pubblicati da Expedia, infatti, l’ADR delle prenotazioni package supera di circa il 30% quello delle room-only, con una finestra di prenotazione sensibilmente più lunga e un tasso di cancellazione di quattro volte inferiore. In un mercato dominato da booking window sempre più ristrette e percentuali di cancellazioni altissime (uno studio di Mirai parla di quasi un 40% su Booking.com), nel quale fare forecasting diventa sempre più complesso, puntare sulla distribuzione package potrebbe aiutare i revenue manager a prendere decisioni più equilibrate e lungimiranti.

6. TAKE ONE: GOOGLE LANCIA GLI “HOTEL SPONSORIZZATI”
Sebbene su Maps il tag ANNUNCIO sia già visibile da diverso tempo sui primi due slot riservati alle ricerche per strutture ricettive, Google aveva finora sempre negato che ci fosse un modo per migliorare il proprio posizionamento e che, sebbene il tag riportasse la dicitura “annuncio”, si trattava in verità di un risultato organico. Una risposta, a mio avviso, non del tutto credibile… A conferma, con il lancio della nuova piattaforma pubblicitaria in casa Big G., gli hotel potranno finalmente essere in prima (o seconda) posizione per la propria destinazione, grazie a un semplice modello PPC. Il click sull’annuncio sponsorizzato è gratuito e l’inserzionista (hotel, OTA o metamotore di turno) paga solo se (e quando) il potenziale ospite clicca sui prezzi. Google ha da poco lanciato la feature in beta, ma verrà a breve aperta a nuove strutture e, infine, a tutti gli hotel. Più che una campagna con finalità ROI, tuttavia, questa mi sembra più l’equivalente di display ads: un’ottima vetrina, soprattutto in destinazioni particolarmente competitive, interessante per aumentare la brand awareness.

7. COSTA DAVVERO MENO PRENOTARE DIRETTAMENTE?
Stando ad uno studio pubblicato da Fornova, in un lead time di due settimane, Booking.com e soci sono di media il 5% meno cari rispetto al sito ufficiale delle singole strutture per ben il 14% delle volte, dato che aumenta proporzionalmente all’allungarsi della finestra di prenotazione. Quando poi lo studio inizia a prendere in considerazione i vari reseller, il dato si fa ancora più inquietante, con tariffe migliori offerte dall’Amoma di turno sul 74% delle date analizzate. Un’altra conferma della Babilonia distributiva nella quale si trova la nostra industria…

8. NON PIÙ INSTAGRAM PER HOTEL, MA HOTEL PER INSTAGRAM
La terza delle nostre cinque hospitality news riguarda lo studio di architettura Australiano Vale, che ha creato la prima guida al design di Instagram, con l’intento di aiutare architetti e interior designer a costruire strutture a prova di visual marketing. “Con 800 milioni di utenti attivi mensilmente, è essenziale per la tua azienda avere un account Instagram e una presenza attiva”, si legge nella guida. Niente di nuovo fin qui, ma Vale Architects continua: “ma ciò che è più importante, ma spesso trascurato, è assicurarsi che il tuo spazio sia progettato in modo da renderlo straordinario, così straordinario che tutti devono scattare una foto e condividerla con il mondo sui social media”, fornendo ai propri ospiti “un senso visivo di stupore, creatività e divertimento nel momento in cui entrano nell’hotel”.

9. CADE LA PARITY RATE ANCHE IN SVEZIA
La patria degli ABBA diventa il sesto Paese dell’Unione Europea ad abbandonare l’obbligo di parità tariffaria nei confronti delle OTA. Sebbene la sentenza arrivi in un momento storico in cui la filiera distributiva è divenuta talmente complessa e opaca da rendere l’intero concetto di parity anacronistico, per gli Svedesi questo sembrava essere veramente un grosso grattacapo. Durante uno speech che ho tenuto a Stoccolma un paio d’anni fa, insieme a diversi rappresentanti di Booking.com, Expedia e altre OTA, l’interesse del pubblico per le problematiche relative alla distribuzione tariffaria andavano per la maggiore. La legge, come in Italia o qui in Francia, proibisce inoltre alle OTA di fare “dimming”, ovvero penalizzare nel ranking gli hotel che pubblicano tariffe migliori altrove. Resto dell’avviso che il vero problema risieda nella rivendita di tariffe statiche o di rate opache da parte dei distributori e che quello dovrebbe essere arginato, ma gli Svedesi sembrano soddisfatti. Mamma mia!

10. ACCOR PUNTA SU WHATSAPP
In circa il 90% degli hotel del gruppo Francese, durante il check-in agli ospiti viene fornito un numero di telefono dedicato per interagire con lo staff via instant messaging. Dal servizio in camera, ai complaint fino alla richiesta di pulizia camera, gli ospiti possono comunicare grazie ai “mezzi con i quali hanno maggiore dimestichezza”, come sottolinea il COO di AccorHotels Northern Europe, Thomas Dubaere. “Questo processo semplifica la comunicazione per gli ospiti, in modo che abbiano un solo numero per tutte le loro richieste”, risponde Carla Milovanov, Senior VP Digital & Technology. Accor sembra quindi preferire piattaforme non particolarmente innovative ma più accessibili e comprensibili da parte dell’utente medio, piuttosto che puntare su AI e bot. Con un (ambizioso) obiettivo di EBITDA di oltre 700 milioni di euro per il 2018, Sébastien Bazin deve aver preferito un approccio più sicuro e, sinceramente, non mi trovo troppo in disaccordo.

11. TAKE ONE: È LA FINE DEI METAMOTORI?
"Rispetto al passato, le OTA potrebbero assistere ad un decremento del valore proveniente dai metamotori”, ha dichiarato T.J. Clark, co-fondatore e CEO di TurnKey Vacation Rentals. È fatto risaputo che sia Expedia e, soprattutto, Booking abbiano diminuito pesantemente i propri investimenti in meta-ads negli anni, come sottolineavo nel mio ultimo Take Five e il rischio maggiore per questi aggregatori deriva proprio dalla mancanza di una diversificazione del rischio e dalla troppa dipendenza dal duopolio OTA. Stando ad un portavoce di Booking Holdings, il 50% dei clienti Booking sono ormai “diretti”, ovvero utenti che non hanno, come spiega il direttore finanziario del gruppo, David Goulden, “fatto clic su pubblicità a pagamento su piattaforme come Google e Facebook, TripAdvisor e Trivago”. Sebbene per i non addetti ai lavori l’aggettivo “diretto” mal si sposa con l’idea popolare che abbiamo di una OTA, anche Booking & co. hanno i loro costi di acquisizione e, come gli hotel, questi costi sono in aumento vertiginoso… Secondo uno studio di Skift, infatti, per ogni dollaro speso in marketing Expedia e Booking ne guadagnano 16, ovvero il 15% in meno rispetto a dieci anni fa. Ecco spiegata la “retromarcia meta” di Booking. E, con un revenue su trimestre aumentato del 20% ($ 3,5 miliardi), la strategia sembra stia pagando. Glenn Fogel, CEO di Booking Holdings, è perentorio: “Siamo disposti a lavorare con quelle piattaforme pubblicitarie che sono disposte a collaborare con noi”, inviando una frecciatina neanche tanto velata a trivago, “e ad aiutarci a costruire il nostro brand”.

12. TAKE TWO: EXPEDIA PUNTA SULL'EXTRA-ALBERGHIERO
HomeAway fa parte del gruppo Expedia dal 2015, ma negli ultimi tre anni il gruppo si è concentrato quasi esclusivamente a migliorarne la tecnologia. Ora, tuttavia, è pronta a lanciare la contro offensiva nei confronti di AirBnB. "La fase 1 è servita a far funzionare la piattaforma”, ha dichiarato Mark D. Okerstrom, CEO di Expedia, “mentre la fase 2 riguarda l'acquisizione delle proprietà". Al momento, HomeAway genera circa il 10 percento del revenue totale di Expedia, ma questa percentuale è destinata a crescere. Con quasi due milioni di proprietà, infatti, HomeAway è agguerrita nel campo dell’extra-alberghiero. E d’altronde è lo stesso Brian Chesky, CEO di AirBnB (4.8 milioni di proprietà listate) a ricordare che "la nostra concorrenza è costituita da due società: Expedia e Booking.com". Booking non resta a guardare, con i suoi 5 milioni di proprietà extra-alberghiere (oltre ⅕ del totale listing), aumentate del 27% rispetto all’anno scorso. Sarà interessante vedere se una società giovane come AirBnB riuscirà a reggere la concorrenza dei due giganti.

13. BING MIGLIORA IL LISTING PER HOTEL
Il 3 Agosto, in questo comunicato ufficiale, Bing ha introdotto tre novità al suo metamotore per hotel. Alla piattaforma, che ricalca quasi al 100% design e UX di Google, si aggiungono tre feature interessanti:

a) “Booking tips” suggerisce strutture migliori e/o a prezzi inferiori rispetto a quella che si sta consultando. “Ad esempio”, si legge nel comunicato, mostrando “hotel con un punteggio più alto e alla stessa tariffa”, oppure “alberghi più vicini all'aeroporto e più economici”.

b) “Price trends” aiuta a monitorare il trend delle tariffe per i viaggiatori “flessibili”

c) “Hotel comparison tool” permette di comparare le strutture in un’intuitiva griglia.

14. AMADEUS CONQUISTA TRAVELCLICK
Amadeus si aggiudica TravelClick, fornitore di servizi per hotel con oltre 25.000 clienti e 1.000 dipendenti in tutto il mondo, grazie ad una transazione tutto sommato contenuta (1 milardo e mezzo di dollari, circa quattro volte il fatturato 2017 della società newyorkese). Luis Maroto, Presidente e CEO dell’IT Group di Amadeus ha dichiarato: "La nostra ambizione è quella di fornire all'industria dell’hospitality gli strumenti di cui hanno bisogno per far crescere le loro attività e offrire un'esperienza eccezionale ai loro ospiti. La combinazione dei nostri due portafogli ci consentirà di rifornire hotel di tutte le forme e dimensioni". Uno dei migliori tool che Amadeus erediterà da TravelClick è sicuramente la sua ottima BI, ma l’acquisizione servirà anche a colmare quei gap tecnologici di Amadeus come la mancanza di un sistema di Yeld e di un reputation management. Con questa acquisizione, la società si prepara a competere contro giganti come Oracle e Sabre, che hanno un vantaggio importante per strutture indipendenti e piccole catene.

15. GOOGLE INTRODUCE IL "LOCATION STORE"
Google ha introdotto, dopo alcuni mesi di test, un nuovo tab per gli hotel listing, tutto dedicato alle location. Il punteggio “location” viene ora visualizzato nel tab omonimo. Stando a Google, lo score è calcolato “in base ai dati di Google Maps” e valuta “la vicinanza dell'hotel alle principali attrazioni, ai trasporti e agli aeroporti nelle vicinanze”. I tre criteri, tuttavia, non sembrano avere lo stesso peso nell’algoritmo e, stando alle prime simulazioni, mi sembra che il peso maggiore venga riconosciuto alla vicinanza alle attrazioni. Dopo una serie di test, non sono riuscito a trovare questo tab per ricerche a brand (“nome hotel”), ma solo per generiche “hotel + nome città”.

16. IL RE È NUDO (E ANCHE LE PACKAGE RATE): EXPEDIA ADD-ON ADVANTAGE E BOOKING.BASIC
Tutti conosciamo le tariffe package: sono prezzi scontati destinati alla vendita combinata di hotel + volo, hotel + treno, hotel + noleggio auto, etc. Per loro natura, queste tariffe non possono mai essere “spacchettate”. Tuttavia, se provi ad acquistare un biglietto aereo su Expedia, la OTA Americana ti invierà una mail con i prezzi degli hotel nella destinazione, invitandoti a prenotare anche un albergo e, questi prezzi, saranno proprio quelli package. Le tariffe scontate, quindi, saranno visibili in chiaro, separate dal pacchetto (opaco) in bundle. Che le OTA guadagnino poco o nulla dalla vendita dei biglietti aerei è storia nota (le compagnie aeree hanno infatti smesso da tempo di versare commissioni alle agenzie online), quindi l’operazione serve ad aumentare i profitti, ma viola apertamente le regole che vincolano la vendita di questi package. Simile la strategia in casa Booking.com, con il suo basic. Ne avevo già parlato approfonditamente in un altro Take Five, ma ti basti sapere che Booking.Basic non è altro che un marketplace che rivende tariffe package e non rimborsabili di terze parti (perlopiù Agoda e Ctrip), offrendo prezzi più concorrenziali non solo rispetto alle altre OTA, ma anche ai canali diretti degli hotel, anche qui in aperta violazione dei contratti wholesale.

17. TRIPADVISOR IN DIFFICOLTÀ
Si stima che, ogni mese, oltre una persona su 15 visiti TripAdvisor. La reputation economy ha, di fatto, rivoluzionato il modo in cui facciamo business e hospitality, ma sembra che anche questo Golia inizi a trovarsi in difficoltà. Durante lo scorso Novembre, il valore di TripAdvisor è, infatti, crollato di oltre un miliardo di dollari, con stock scesi da 40 a 30 $. Da allora, il valore è aumentato (e di molto), ma l’amato/odiato gufo oggi vale la metà di quello che valeva quattro anni fa, complici anche i ridimensionati investimenti di Expedia e Booking.com, i quali per anni hanno costituito circa la metà delle entrati annuali del famoso sito di recensioni. Con trivago in una situazione simile (anzi, peggiore) e Google sempre più agguerrito in ambito travel, sarà interessante monitorare il futuro di queste piattaforme.

18. BYE BYE ADWORDS: GOOGLE PUNTA TUTTO SU GHA...
Era già da tempo la norma sui dispositivi mobili, ma finalmente Google ha iniziato a mostrare gli annunci GHA prima di quelli Adwords anche su desktop. La direzione presa dall’azienda di Alphabet era piuttosto prevedibile, ma ci vorranno probabilmente mesi per comprendere esattamente cosa significherà per gli inserzionisti. GHA è uno dei prodotti in casa Google che ha visto il maggior numero di ottimizzazioni negli ultimi tempi, basti pensare al location score o ai filtri per occupazione. La cannibalizzazione dei risultati non solo organici, ma a pagamento, è un rischio reale e tangibile e gli alberghi che ancora non investono in GHA dovrebbero prendere questa news come un monito importante.

19. ...E OFFRE SCONTI ESCLUSIVI AI SUOI UTENTI
Altra mossa a sorpresa da parte di Google è l’introduzione di sconti esclusivi rivolti agli utenti di Google One Cloud per soggiorni in hotel e b&b. Con piani mensili molto convenienti (si parte da circa 2$ al mese per 100 GB), oggi si ha un motivo in più per utilizzare il cloud Google. Alcuni rumor parlano anche di un progetto di tariffe package (volo + hotel) in cantiere, vedremo gli sviluppi.

20. LA RICERCA DIVENTA SEMPRE PIÙ LOCAL
Stando ad un recente studio, negli ultimi due anni si è riscontrato un aumento di 6 volte nelle ricerche da mobile per query come "cose da fare”, “attività" e "vicino a me". La ricerca “best thing to do”, ad esempio, è aumentata dell’85%, mentre la query “events/attractions” con il suffisso “near me” ha visto un incremento di addirittura il 500%. Mai come ora, quindi, è il momento di implementare le tue strategie di geotargeting ed uscire dalla confort-zone delle parole chiave generiche. Pena l’obsolescenza e l'invisibilità digitale.

21. SOLE A SCACCHI. QUANDO COMPRARE RECENSIONI PUÒ PORTARTI IN CARCERE
E, anche stavolta, ci siamo fatti riconoscere. È italianissima (di Salento, per essere precisi) la prima azienda dichiarata penalmente colpevole di aver venduto recensioni false sul famoso sito di recensioni TripAdvisor agli hotel. I tipi di PromoSalento dovranno scontare nove mesi in gattabuia e pagare una multa di circa 8,000€. L’indagine, iniziata nel 2015 a seguito di una soffiata anonima di un ristoratore triestino che ha ricevuto una proposta da parte dell’azienda leccese, è stata condotta analizzando oltre 1,000 tentativi da parte di PromoSalento di pubblicare fake review per conto di centinaia di strutture. A nulla è servito cambiare regolarmente username e indirizzi email, in quanto il fraud detection system di TripAdvisor è una tecnologia molto avanzata, che analizza una moltitudine di fattore, tra i quali indirizzi IP, browser di navigazione e tanto altro. Brutte notizie non solo per PromoSalento: gli albergatori che hanno acquistato pacchetti di recensioni, infatti, sebbene non soggetti a procedimenti penali, si vedranno penalizzati nel ranking o, peggio ancora, marchiati d’infamia con un badge rosso sui loro profili TripAdvisor. La nostra Polizia Postale, inoltre, era già sulle tracce di PromoSalento da tempo e, in Giugno, il Tribunale di Legge ha dichiarato l’azienda colpevole di frode. “Scrivere recensioni false è sempre stata una frode”, ha detto Brad Young, VicePresidente di TripAdvisor ai giornalisti di PhocusWire, “ma questa è la prima volta che vediamo qualcuno finire in galera”.

22. TUTTI PAZZI PER I TOUR
A bilanciare questa brutta notizia del BelPaese, arriva quella dell’acquisizione di Musement da parte di TUI. Musement, specializzata in tour e attività con oltre 35,000 tour in più di mille città, aveva già ricevuto oltre 16 milioni in investimenti, il che conferma l’interesse del Travel nei confronti dell’Industria dei tour. Gli analisti prevedono che, entro il 2020, il mercato dei tour supererà i 180 Milioni di dollari. I maggiori distributori non sono stati certo a guardare, con Airbnb che, nel 2016, lanciò il suo Experiences, oppure con il recente acquisto di Bokun da parte di TripAdvisor o di Fareharbour da parte di Booking Holdings (la quale, nel mercato US, ha appena lanciato il suo personale tour-site, Booking Experience). E, ovviamente, Touring Bird di Google, il quale, dopo un primo beta test su Parigi, ormai conta 25,000 differenti esperienze in 20 mercati.

23. GHA INTRODUCE LE FOTO DELLE CAMERE
Altra novità interessante in casa Google Hotel Ads: l’azienda di Mountain View ora mostra, oltre ai prezzi, anche le fotografie delle camere. Questa implementazione è resa possibile dalla nuova feature Room Booking Module (RBM). Le intenzioni di diventare per il travel quello che Amazon è per il retail sono chiare e, sembra, che Google si stia trasformando sempre di più in una OTA. Il trend era chiaro già dall’anno scorso, quando lanciò il suo Book on Google (BoG), sebbene solo in US e UK, un tasto per finalizzare la transazione direttamente dalla SERP, senza bisogno di interrogare OTA, metamotori o siti brand.com. Per attivare le immagini, tuttavia, il vostro provider deve essere un Google Partner e supportare BoG, feature che (almeno per il momento) è ancora appannaggio di pochi vendor. Altra mossa vincente di Big G. in ambito travel, la quale -tra le altre cose- ha recentemente raggiunto Kayak per volume di traffico inviato alle compagnie aeree. Monopolio in vista?

24. I PREZZI VANNO SU
Altra buona notizia arriva da trivago. Secondo un loro studio, infatti, l’ADR degli hotel è aumentato nella maggior parte delle 40 città analizzate. Parigi, per esempio, ha visto un 45% di incremento in Settembre, con Londra che rimane la città più cara d’Europa (142€/notte) e Lisbona che sbalordisce con una crescita continua (121€/notte).

25. UBER CAMBIA LOGO
Finalmente l’app di car sharing abbandona l’aggressivo maiuscolo e passa a un tondeggiante font per il nuovo logo. Il cambiamento arriva a soli due giorni dall’arrivo di Rebecca Messina (ex Executive in Coca-Cola) nel dipartimento marketing di Uber.